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Progetto interpreti sordi

https://www.facebook.com/Tegnsprogstolke-Projekt

Testo estrapolato da traduzione di contenuti trovati su progetto denominato ” Døve Tegnsprogstolke Projekt “

Il Ministero degli Affari Sociali della Danimarca dal 2012 al 2015 ha finanziato un progetto ” Døve Tegnsprogstolke Projekt ” per il quale ha stanziato 340.000,00 euro (2,55 mil DKK). Lo scopo del progetto era quello di migliorare le opportunità di interpretariato per i gruppi definiti più vulnerabili, che non erano abituati a utilizzare queste figure ponte, quindi, che non riuscivano a raggiungere un’integrazione ottimale nella società e un’elevata qualità della vita.

Un obiettivo a lungo termine che avrebbe visto la Danimarca – proprio come consolidato in altri continenti – con un corpo di interpreti specializzati nella lingua dei segni e in grado di gestire compiti legati alla comunicazione per le persone sorde .

Per diventare un interprete del lingua dei segni, in Danimarca, è necessario frequentare il programma di laurea triennale di “Lingua dei segni ed interpretariato”, durante i quali gli studenti frequentano dei corsi di lingua dei segni ed interpretazione , non sufficienti, però, a raggiungere la padronanza e la competenze linguistiche che gli consentano una approfondita comprensione di tutte quelle sfumature e variazioni della lingua dei segni e la capacità di adempiere alle loro funzioni lavorative.

Attraverso il ” Døve Tegnsprogstolke Projekt ” e l’esperienza sul campo si è evidenzia la necessità di interpreti anche sordi della lingua dei segni.

Così come un interprete udente di lingua dei segni Danese conosce “lo spirito” della sua lingua, un interprete di lingua dei segni sordo considerandosi, segnante madrelingua, è competente della sua lingua. Pertanto, fornendo interpreti della lingua dei segni udenti che lavorino in team con interpreti sordi di lingua dei segni, si garantisce una comunicazione tra le persone coinvolte in misura qualitativamente migliore e maggiore a livello di adattamento culturale. Una comunicazione così realizzata porta il cliente sordo a rilassarsi e concentrarsi sul contenuto della conversazione, senza dover decifrare una delle regole a lui estraee e spesso sconosciute.

Se si desidera un’interpretazione ottimale che tenga conto in egual misura dell’interpretazione dalla lingua dei segni in danese parlato e viceversa e rispetti il passaggio culturale da quella “sorda” a quella “udente” e viceversa, è indispensabile un team di interpreti composto da un interprete sordo e uno udente per creare accessibilità dove solo un interprete “udente” non riuscirebbe ad abbattere le barriere del silenzio.

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