DEAFctory

Emanuela Alberini Rota – La mia lingua dei segni, in produzione è poverissima, perciò mi esprimo nella modalità in cui riesco ad esprimere al meglio i miei pensieri. Da piccolissima sono stata forzata ad imparare l’Italiano per la concezione arcaica che il pensiero si potesse sviluppare esclusivamente attraverso la parola articolata . I Sordi da più generazioni, dove la LIS è appresa a mezzo di un processo naturale e spontaneo possono dimostrare il contrario (https://core.ac.uk/download/pdf/230204174.pdf). Poi mi sono imbattuta in post (video su porta a porta LIS) di un signore che sostiene di NON aver fiducia degli interpreti di lingua dei segni e di affidarsi a suo figlio nelle relazioni pubbliche ed ufficiali con gli udenti.Un professionista opera con competenza e bravura svolgendo una attività per la quale ha conseguito un titolo di studio. Pensereste mai di sottoporvi a visita da un NON MEDICO che NON ha fatto gli studi appropriati , ma che se ne intende di “medicina” perché informato su cure, benessere e salute? Pensate che i medici che stanno male si curino da soli o si rivolgono al loro Medico di base? Infatti chiedono consulenza al loro Medico di Base e lo sapete perché? Perché se si prendessero cura di se stessi e dei loro familiari perderebbero quella obiettività che li contraddistingue essendo coinvolti affettivamente in prima persona.Per lo stesso motivo i sordi si devono affidare ad interpreti professionisti e non a parenti, che più che interpretare, possono assistere nella comunicazione, mediare, aiutare, dare una mano. Impariamo a chiamare le cose per come si chiamano anche in lingua dei segni.

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