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LIS a Varese IS FREE

Immaginate: è martedì, siete appena tornati dal lavoro e avete voglia di passare una serata diversa dalle altre, magari conoscere nuove persone diverse da voi, imparare una nuova lingua o perché no, vedere se vi ricordate qualche parola del francese che avete studiato alle medie.

Se siete di Varese e dintorni e cercate un luogo inclusivo e aperto dove passare la vostra serata, ho il posto perfetto per voi: si chiama TumiturbiVarese ( @tumiturbivarese) e per una studentessa e amante delle lingue come me è stata una scoperta dal valore inestimabile, che consiglio a tutti, indipendentemente dall’età.

Il locale, che fa anche da ristorante/pizzeria, si trova in centro Varese, vicino al tribunale, è facilmente riconoscibile essendo di fronte ad un negozio di tatoo dall’insegna molto evidente.
All’interno c’è un’ampia sala con dei divanetti sulla destra, molto comodi se posso aggiungere, e un bancone per i drink, mentre sulla sinistra c’è un’area con diversi tavoli e sedie di legno; la location è abbastanza semplice, ma ben curata nei dettagli e il personale è molto disponibile.

Ieri, come ogni martedì da parecchi anni a questa parte, il ristorante ha cambiato volto ed è diventato la sede della serata di scambio linguistico, Language Nights: ogni tavolo viene contrassegnato da una bandierina e chi entra nel locale può decidere di partecipare; viene dato un cartellino su cui si scrive il proprio nome e le lingue che si conoscono, poi semplicemente ci si siede al tavolo della lingua in cui si vuole parlare.

Oltre che essere una grande opportunità per allenare le proprie doti linguistiche credo che il punto di forza dell’evento sia proprio l’ambiente, spensierato e tranquillo.
Quando sono entrata ero molto agitata perché era la mia prima volta in assoluto e non conoscevo nessuno; mi immaginavo già in disparte ad osservare gli altri conversare per tutta la serata, ma già dopo qualche minuto alcuni degli organizzatori mi hanno notata, si sono avvicinati e mi hanno “trascinata” all’interno del gruppo, oltretutto molto vario, con persone dai 20 ai 50 anni.

La cosa più divertente è che dopo aver superato la prima barriera di timidezza è stato molto facile per me integrarmi, spesso ho pensato che mi sembrava quasi che il tempo si fosse fermato per tutti quelli che erano presenti nella sala, perché anche i più “anziani” non dimostravano più di 35 anni!

Nonostante fosse giugno e quindi ci fossero meno persone rispetto ai primi mesi dell’anno, il locale era pieno e si poteva parlare inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, portoghese e la lingua dei segni (LIS).

Per chiunque se lo stesse chiedendo no, non bisogna essere madrelingua per partecipare, anzi, la maggior parte delle persone non conoscevano bene la lingua del loro tavolo e il risultato in sé era molto buffo, eppure c’era un ambiente di profondo rispetto reciproco, ci si aiutava a vicenda.

Un ambiente vivo, colorato, inclusivo e molto versatile.
Sottolineo l’aggettivo “versatile” aggiungendo un piccolo aneddoto personale: ho scelto di dare una chance a questo evento perché nelle prossime settimane ho un esame di spagnolo, lingua che studio da pochi mesi, e volevo esercitarmi nella conversazione; inizialmente, presa dal nervosismo, ho scelto di sedermi al tavolo dell’inglese, con cui mi sento molto più a mio agio, ma nel momento in cui gli altri del mio tavolo hanno scoperto del mio esame, il tavolo dell’inglese si è trasformato in quello dello spagnolo, tutti hanno ritirato fuori le loro vecchie conoscenze dello spagnolo per darmi una mano ad esercitarmi.

È stata una serata molto piacevole e divertente, oltre che un’occasione unica per migliorare le lingue che studio, e sicuramente ho intenzione di tornare la prossima settimana, chi lo sa, magari riuscirò persino ad imparare una lingua nuova!

Post di Chiara Ribolzi

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