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Un caffè

Quando sono a casa, un salto dalla mia vicina di casa novantacinquenne lo faccio. Una nonna sprint e in gran forma per la sua età. Oggi, aiutandosi con il segno adeguato mi dice “Emanuela ti faccio un caffè” . Non aspetta neanche che le risponda che già sta preparando la macchinetta. Probabilmente sta anche parlando, dicendomi qualcosa che io non sento e non posso leggere sulle sue labbra perché mi volta le spalle.

Sa che sono sorda e ma quando è presa dalle sue cose, tralascia i particolari, se lo scorda. Anche oggi mi ripete che è diventata sorda anche lei come me e che devo insegnarle la lingua dei segni, così almeno il telegiornale in lingua dei segni lo può seguire. “Certo, dura solo 5 minuti ma  “piutost che nient l’è mej piutost“, tradotto in italiano, ” piuttosto che niente è meglio piuttosto”. A volte è meglio accontentarsi di quello che ci viene dato perché è sempre meglio che l’ avere niente.

Non condivido pienamente quello che dice ma non ne parlo con lei. E’ una donna d’altri tempi che ha vissuto la guerra e gli stenti che ha portato. Posso capirla. “Ieri è venuta a trovarmi mia figlia e le ho preparato un roastbeef. Te ne abbiamo conservato una porzione. ” Sapeva che oggi non sarei andata dai miei a pranzo, “Almeno mangi qualcosa che non sia contenuta in una scatola, già pronta e che devi soltanto scaldare”.

“Hai una moka?”

Arrossisco e non dico nulla .

Ho una Nespresso.

Come un cactus

 

Eliana Zambito Marsala, 26 anni, Agrigentina Sorda,   è l’autrice di “Colorami l’anima” (2017)  e “Come un cactus”(2020) .

Le mie osservazioni su Marlena.

Marlena la protagonista del libro è impiegata in una piccola azienda  , ha  superato i cinquant’anni, e  ha smesso di inseguire i propri sogni.  Per assistere i suoi familiari ,  ha rinuncato ad una spensierata vita brillante e varia, e si è rinchiusa in una monotona e banale   vita.

 

Io Super

Ho provato a volare.

Non credo di averlo già detto, ma ho sempre pensato di avere i superpoteri. Da bambina mi vedevo diversa e per me, ero l’unica SORDA al mondo. Le onde magnetiche, emanate dalle antenne paraboliche visibili su quasi tutti i balconi dei palazzi nella mia città, avrebbero avvelenato tutti gli udenti. Pian piano , le radiazioni sarebbero arrivate al loro cervello, passando attraverso le orecchie, trasformandoli in automi. Gli alieni avrebbero avuto il pieno controllo sugli umani facendogli fare quello che volevano contro la loro volontà; li avrebbero utilizzati per i loro esperimenti e anche come carne da allevamento per i loro pranzi e cene. Io non sarei diventata una ZOMBIE come loro. Mi sarei salvata e avrei combattuto il male come una eroina dei Fantastici 4, degli X-Men oppure degli Advangers.

Non conoscevo ancora il mio superpotere ma lo avrei scoperto crescendo. I SuperP si manifestano nell’adolescenza intorno ai 16 anni ma io ci lavoravo già da qualche anno prima.

E se fossi stata come la donna invisibile? o Tornado? o Captain Marvel? E se avessi avuto i superPoteri di tutte e 3 ? Avrei proiettato potenti campi di energia mentale e ogni forma di energia assorbita dall’universo per difendermi dagli attacchi dei nemici e sarei potuta diventare invisibile, passando inosservata; Avrei controllato il clima e gli elementi atmosferici; sarei stata forte a dismisura con la capacità di volare . Ci ho provato e riprovato. Ho fatto quello che potevo per controllare i miei poteri, e a dire il vero, una volta sono anche riuscita a volare. Mi sono buttata giù da un muretto alto un metro finendo in terra senza farmi male .

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