DEAFctory

Sono stata accolta nella comunità a braccia aperte

Sono stata accolta nella comunità e nella sua famiglia, e nel giro di un paio di settimane mi è stato dato un segno-nome: “sorella più giovane”.

(EN) I was welcomed into the community and his family, and within a couple of weeks I was given a name-sign by his youngest sister.

Adattamento culturale e linguistico di un post dell HUFFPOST

What I Learned When I Dated a Deaf Man

https://www.huffpost.com/entry/my-last-boyfriend-was-deaf-heres-what-he-taught-me_b_7085300

“Sentire” è un dono, un dono che molti di noi danno troppo per scontato.

Ero appena uscita da una relazione a distanza con un tizio che era nell’esercito e non aveva intenzione di tornare a casa (voleva rimanere in Europa), così che ho iniziato a cercare appuntamenti online, talvota strani, a volte divertenti, altre volte strabilianti.

Alla fine, ho incontrato qualcuno online con cui ci sono uscita per più di due anni.

Lui sembrava divertente , sempre allegro e da quello che vedevo sul suo profilo (aveva la mia età 21 anni), lo trovavo attraente.

Ci siamo scambiati messaggi per un po’ e poi abbiamo deciso di incontrarci e per quell’occasione mi rivelò che era sordo.

Il mio primo pensiero è stato : Come posso uscire con un ragazzo sordo? Ma conoscendo il mio spirito di cercare sempre qualcosa di nuovo e desideroso di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, non era dopotutto inverosimile, per me uscire con un ragazzo sordo.

Ci siamo frequentati per molto tempo.

Ho iniziato a imparare la lingua dei segni americana (ASL) da lui, dalla sua famiglia e dai suoi amici.

Sì, sono tutti sordi. Non stavo solo entrando in un nuovo mondo; mi ero gettata nella fossa dei leoni.

Ho imparato rapidamente come muovere le mani, le braccia, il corpo e il viso. Ho imparato presto che esistono due forme di ASL: quella udente e quella sorda. Una persona sorda saprà immediatamente se sei sordo o udente a seconda di come gli parli, tramite la lingua dei segni.

Sono stata accolta nella comunità e nella sua famiglia, e nel giro di un paio di settimane mi è stato dato un segno-nome “sorella più giovane”. Ricevere il nome da una persona sorda è gratificante e meritato, qualcosa che richiede molto tempo e l’ottieni soltanto se sei una persona udente che vuole approfondire la comunità dei Sordi. A volte questo mondo può farti sentire inferiore se non sei al passo con le loro convinzioni, opinioni, linguaggio. Mi sono sentito intimidita soltanto inizialmente quando mi portava ad eventi o luoghi pubblici per sordi . Alla fine, i suoi amici si chiedevano se fossi sorda perché le mie abilità nell’ASL riflettevano il tipo di linguaggio dei segni “sordo”.

Dopo due anni, la nostra relazione sentivo che non reggeva; Non ero interessato a lui come dovrebbe esserlo qualcuno in una relazione. Ho provato a chiuderla perché, qualunque cosa dicessi, mi sentivo male e lui mi faceva sentire come se avesse bisogno di me. Che cosa avrei dovuto fare? Ho atteso. Mi è piaciuto frequentare la Comunità sorda, ho adorato tanto la sua famiglia e i suoi amici e mi sono sentita come se non stessi lasciando non solo lui, ma anche loro. Che sensi di colpa.

Alla fine, ho chiuso perché non potevo avere una relazione con qualcuno che non amavo o con cui non avevo alcuna prospettiva futura, a parte l’amicizia. Al compimento del mio 23esimo anno, avevo bisogno di iniziare a pensare al mio futuro, e sapevo che non era con lui

Oggi, solo qualcuno della sua famiglia e dei suoi amici parla ancora con me. Comprensibilissimo.

Un giorno , alla cassa del cinema c’era una famiglia di sordi che stava facendo un ordine di biglietti. Ho guardato con la coda dell’occhio. Volevo vedere se ricordavo ancora l’ASL quasi un anno dopo essere stata completamente fuori dalla comunità dei sordi. Mi sono subito resa conto che la ragazza dietro il bancone faceva davvero fatica a comprendere i loro bisogni, ho chiesto, in ASL, se avevano bisogno di aiuto. Mi ha ringraziato per l’offerta e mi hanno permesso di interpretare il loro ordine alla cassa. È stato così bello non solo aiutare qualcuno, ma usare qualcosa che ho impiegato con molta fatica e in molto tempo.

Prima di passare due anni con loro, non capivo nemmeno io. Pensavo che la loro sordità fosse una disabilità (come siamo portati a credere). Sono davvero persone normali con sentimenti, pensieri, emozioni e sorrisi normali. Nonostante la relazione in cui mi trovavo, ho guadagnato così tanto dalle persone a cui sono stata presentata e dalla comunità in cui una volta sono stata accolta a braccia aperte.

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